Oltre la lingua: cosa imparano davvero i ragazzi durante un Summer Camp all’estero? 

Chiedete a un ragazzo appena tornato da un Summer Camp a Barcellona, a Londra o a New York cosa ha imparato, e la prima risposta sarà quasi sempre la stessa: “l’inglese”, oppure “un po’ di spagnolo”. È la risposta più facile da dare, ma anche la meno completa. 

Perché oltre alle lezioni di lingua, in un Summer Camp all’estero succede molto altro. Si impara a ragionare quando qualcosa non torna. A rispondere delle proprie azioni. A decidere da soli, senza chiedere il permesso a nessuno. Sono competenze che nessun libro di testo insegna e che spesso restano molto più della grammatica. 

Ecco cinque di queste competenze, tra le più preziose che un’esperienza all’estero può lasciare. 

1.    Problem solving 

Essere lontani da casa significa incontrare situazioni che non sempre vanno esattamente come previsto. Può capitare di non capire subito un’indicazione o di affrontare un piccolo imprevisto durante una giornata di attività. 

In questi momenti, i ragazzi sono chiamati a capire il problema e cercare una soluzione. Anche le situazioni più semplici diventano così occasioni per sviluppare il problem solving, imparando l’importanza di ragionare, chiedere aiuto e provare una strada diversa

2. Responsabilità 

Durante un Summer Camp, molte attività quotidiane richiedono attenzione e consapevolezza, diventando responsabilità dei ragazzi, come preparare lo zaino per una giornata fuori, ricordarsi degli orari e rispettare le regole della struttura. 

Non si tratta di diventare improvvisamente autonomi in tutto, ma di iniziare a comprendere che le proprie azioni hanno delle conseguenze. 

3. Indipendenza 

Partire senza la famiglia rappresenta per molti ragazzi un passo importante. 

All’inizio può esserci qualche esitazione perché è normale sentirsi un po’ fuori dalla propria zona di comfort quando ci si trova in un ambiente completamente nuovo. Giorno dopo giorno, però, le attività, le nuove amicizie e la vita di gruppo aiutano a prendere confidenza con la situazione. Si scopre quindi una cosa importante: essere indipendenti non significa fare tutto da soli, ma sapere di poter contare anche sulle proprie capacità.

4. Confronto culturale 

Vivere un’esperienza internazionale significa incontrare persone con abitudini, tradizioni e punti di vista differenti. Il confronto diretto aiuta a superare stereotipi e preconcetti e insegna ad ascoltare prima di giudicare. È un’apertura che permette ai ragazzi di guardare il mondo da prospettive diverse dalla propria.

5. Affrontare situazioni nuove 

C’è un momento preciso, spesso nelle prime ore, in cui tutto è nuovo insieme: la lingua che si sente intorno, le facce sconosciute, le regole di un posto mai visto prima. È un momento che può mettere a disagio, e infatti spesso lo fa. 

Ma è proprio da lì che parte tutto il resto: superato quel primo salto, ogni ostacolo successivo – grande o piccolo – sembra improvvisamente più affrontabile. 

E se poche settimane bastano già a lasciare così tanto, c’è chi si chiede cosa potrebbe succedere con più tempo a disposizione. È qui che entra in gioco l’Anno di studio all’estero: l’occasione per prolungare quella stessa crescita, portandola oltre i confini di un’estate.  

E grazie al Bando Itaca, l’opportunità di studiare all’estero per 3 mesi, 6 mesi o un anno diventa ancora più accessibile!  

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